3 Motivi per cui dovresti ricorrere alla psicoanalisi - Psicologo Pesaro - Daniele Morelli

3 Motivi per cui dovresti ricorrere alla psicoanalisi

La psicoanalisi può migliorare il proprio benessere psicologico. La ricerca scientifica ha tentato di capire come.

 

Uno dei maggiori stereotipi relativi alla psicoanalisi (e forse alla psicoterapia più in generale) è che chi va dallo psicoanalista “è un folle” e che la psicoanalisi si occupa solo dei “matti”.

 

Ciò è vero solo in parte. Senz’altro è nata con il fine di curare determinati disturbi mentali e ancora oggi si propone rispetto ad essi in maniera efficace. Eppure, la psicoanalisi è ben altro.

 

Per farvi capire questo provo a formulare la più semplice definizione possibile di psicoanalisi, almeno per quel che riguarda la sua cifra psicoterapeutica.

Innanzitutto, la psicoanalisi non è in sé e per sé un insieme di tecniche particolari. È invece un metodo che un professionista formato adotta per aiutare i pazienti a capire all’interno di una relazione sicura perché, per esempio, continuano, spesso inconsapevolmente, ad intraprendere determinate strade, anche se queste rimangono per lo più insoddisfacenti. Perché continuo a cercare uomini maltrattanti, pur sognando una relazione d’amore reciproca e rispettosa? Cosa mi porta ad incolpare gli altri ogni volta che si presentano delle difficoltà, anche se questo in fondo non risolve nulla?

 

Tutti gli interventi ispirati da questo metodo psicoanalitico vogliono aiutare i pazienti a cambiare prospettiva su di sé, sul proprio rapporto con gli altri, su ciò che li coinvolge, li fa arrabbiare, gioire, etc. Questo nella speranza che riescano a sentirsi più liberi e soddisfatti nel decidere cosa fare della propria vita.

 

Va da sé che la psicoanalisi affronta, tra le tante cose, anche il tema del libero arbitrio e dell’autenticità. Pone interrogativi che ognuno di noi, e non solo i pazienti psichiatrici, affronta ogni giorno (e che forse nello stesso tempo evitiamo di affrontare): che tipo di persona sono veramente? cosa mi fa stare bene davvero?

 

Sono tutte queste belle parole, buoni intenti, nobili propositi. Ma cosa assicura che sia davvero così? La ricerca scientifica da anni ha dimostrato che le terapie orientate psicoanaliticamente possono essere efficaci. Inoltre, ha anche tentato di identificare i fattori psicologici che determinano un buon esito psicoterapeutico.

 

In questa infografica ho provato a sintetizzare i tre principali fattori psicologici che spiegano come una psicoanalisi promuove il cambiamento.

 

 

#1 CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI:

In termini scientifici quando cambia il nostro abituale punto di vista su una situazione problematica avviene un insight. Un’illuminazione ristruttura la nostra visione del problema e ci aiuta a risolverlo. Per la ricerca scientifica le terapie psicoanalitiche promuovono ampiamente “illuminazioni” rispetto al proprio mondo psicologico ed emotivo, e rispetto alle proprie relazioni interpersonali. Inoltre, queste ristrutturazioni sembrano collegate ad una successiva riduzione dei sintomi psicologici.

 

Se in una psicoanalisi mi rendo conto che il mio essere insicuro non è un fatto assoluto, ma, per esempio, il modo principale con cui sentivo inconsciamente di presentarmi dalle persone più importanti della mia vita, pur di essere accettato, le cose cambiano notevolmente. Questo insight mi può aiutare a vivermi in maniera più complessa, a capire che la mia insicurezza non coincide per intero con la mia persona, che ci sono anche aree sicure della mia personalità che per qualche motivo ho celato dentro di me. Il principale beneficio che ne posso trarre è quello di guardarmi con maggiore curiosità e accettazione dentro di me, piuttosto che non con rifiuto o condanna.

 

#2 SCOPRIRE NUOVI EQUILIBRI EMOTIVI

Uno dei maggiori risultati di una terapia psicoanalitica è che cambia il nostro modo di vivere le nostre emozioni. Per esempio, una psicoanalisi ben riuscita può trasformare l’ansia da attacchi di panico, privarla della sensazione di essere un qualcosa di indecifrabile, attribuirle significati psicologici. Quando avviene questo si parla in termini tecnici di mentalizzazione. Rendo certe esperienze emotive aspetti della mia mente, dando loro un senso.

 

La differenza tra dare o meno un senso agli attacchi di panico è notevole. Dare senso significa ridurre l’angoscia che portano con sé. Se, per esempio, capisco che mi viene un attacco di panico ogni volta che sento un incombente rischio di separazione succede che mi pongo certi interrogativi (di per sé terapeutici). Il panico è l’unico modo di gestire una crisi di relazione? Esistono altri modi per comunicare la mia insoddisfazione al mio partner? Ciò naturalmente spiana la strada alla formulazione di nuove modalità di regolazione dell’ansia (e dunque delle proprie emozioni)

#3 AFFRONTARE GLI EVENTI

Uno dei maggiori benefici di una psicoanalisi consiste nel cambiamento progressivo delle proprie modalità abituali di affrontare le problematiche emotive, relazionali, lavorative etc.

 

Se giungo in analisi lamentando un’annosa insoddisfazione nelle relazioni lavorative, senza tuttavia rendermi conto del perché, porto probabilmente un problema specifico. Il mio modo di gestire la mia vita affettiva nelle relazioni asimmetriche (io sono il sottoposto di un mio superiore). In effetti durante una psicoanalisi potrei scoprire che sono proprio io colui che in buona parte contribuisce alle proprie insoddisfazioni. Che forse attacco i miei colleghi o i miei superiori inconsciamente, semplicemente perché sono terrorizzato dalla sensazione di dipendere da loro.

 

I pazienti che in analisi si pongono la semplice domanda “ma sono proprio io a comportarmi così?” già ottengono un successo terapeutico. Incominciano a valutare senza rimostranze aspetti contraddittori di sé nel tentativo di costruire nuove strategie di relazione interpersonale o di gestione delle emozioni. In analisi questo risultato si chiama “modificazione del funzionamento difensivo”. Ed è un risultato talora associato ad un miglioramento dei sintomi.

 

Conoscere se stessi, scoprire nuovi equilibri emotivi, affrontare gli eventi sembrano elementi su cui, secondo la ricerca scientifica, la psicoanalisi interviene per promuovere un maggior benessere psicologico. Il linguaggio della psicoanalisi va ben oltre il campo del disturbo mentale.

 

 

Fonti:

Crits-Christoph P, Connolly Gibbons MB, Mukherjee D. Psychotherapy process-outcome research. In: Lambert MJ, editor. Bergin and Garfield’s handbook of psychotherapy and behavior change. 6th ed. John Wiley & Sons; Oxford, England: 2013. pp. 298–340.

 

Shedler J. The efficacy of psychodynamic psychotherapy. Am Psychol. 2010 Feb-Mar;65(2):98-109.

 

Dott. Daniele Morelli
Dott. Daniele Morelli
Sono uno psicologo clinico e ho una formazione psicoanalitica. Per anni mi sono occupato di adolescenti con forte disagio familiare e di pazienti psichiatrici in età adulta. Ho acquisito, durante le mie esperienze cliniche, forti competenze nell'ambito del trattamento dei disturbi mentali (in particolar modo nel trattamento psicologico dei disturbi di personalità e delle psicosi). Il mio metodo di lavoro si basa sulla psicoanalisi e si rivolge all'adulto, all'adolescente e alla coppia. Se desideri una prima consulenza, gratuita e senza impegno, contattami pure qui.